
Persone che s’iscrivono a un corso di drammaturgia di Harold Pinter incuranti del fatto che è morto da dieci anni. Lo sanno benissimo anche loro, non sono mica scemi, ma è un suo allievo che lo tiene, si capisce. Inglese, oppure americano, sul momento non ne ricordano il nome, ma non è importante: uno che ha lavorato tanti anni con lui, l’unico depositario del suo metodo. “Il metodo Pinter”. Mai saputo che questo metodo esistesse, dite voi; non ha importanza, nemmeno loro lo sapevano prima di leggere il post pubblicato dall’allievo depositario. Che non costava neanche tanto, per essere Pinter. Il corso (tre giorni di full immersion, tutto in inglese, o in americano, metà e metà, un misto) è stato straordinario, pazzesco: “Mentre lavoravamo, sapevamo che lui era lì nella palestra con noi. All’inizio pensavo che fosse una mia suggestione, poi ho chiesto anche agli altri. Lo sentivano tutti. Fisicamente. Proprio lui. Pinter.”
Ragazzi al bar
https://radiospazioteatro.wordpress.com/2018/01/30/quotidiana-due-ragazzi-al-tavolino-di-un-bar/
Persone che raccontano
https://radiospazioteatro.wordpress.com/2018/02/13/quotidiana-persone-che-raccontano/
Il metodo Pinter
https://radiospazioteatro.wordpress.com/2018/02/20/quotidiana-il-metodo-pinter/
L’opera
https://radiospazioteatro.wordpress.com/2018/02/27/quotidiana-lopera/
4 pensieri riguardo “QUOTIDIANA. “Il metodo Pinter””