
Sarebbe andata allo scontro, era ormai necessario. Ma non in uno di quei piccoli bar semideserti e con le luci al neon dove lui le dava appuntamento; questa volta lo avrebbe affrontato in discoteca, sotto gli occhi di tutti, anche di quelle shampiste coscione con le quali gli piaceva tanto tradirla. Lei sarebbe comparsa piuttosto sul tardi, avrebbe agganciato uno di quei bestioni del suo entourage (a quell’ora erano tutti strafatti) e gli sarebbe passata davanti al naso senza guardarlo, come una Cleopatra. Gli avrebbe soltanto sibilato: “Metamorfosi” – e subito via, appesa al braccio di quel manzo alto due metri, come colei che ha deciso di farselo in serata.
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