Incipit:
“Faccio parte del museo, ormai, del museo di Auschwitz, perché siamo molto pochi ormai, sono rimasti meno… meno delle dita di una mano, in Italia non siamo di più. Io avevo allora tredici anni e la mia colpa di essere nata ebrea aveva fatto sì che dopo le leggi razziali, espulsa dalla scuola e poi, praticamente radiata nell’indifferenza della società – io mi batto sempre molto contro l’indifferenza – dopo un tentativo di fuga in Svizzera, rimandati, respinti dagli svizzeri, io e mio papà siamo stati arrestati al confine con la Svizzera, dietro Varese, e a tredici anni sono entrata nel carcere femminile di Varese, poi in quello di Como, e poi nel carcere di San Vittore a Milano, carcere che io, abitando in quella stessa zona, avevo sempre visto da fuori, e mai avrei pensato che io, proprio io… proprio io… proprio io… sarei entrata dentro al carcere. Era un periodo sospeso, in cui si sapeva che saremmo stati deportati per ignota destinazione, ma ancora era impensabile credere all’attuazione di un progetto come quello dello sterminio a cui non eravamo arrivati neanche noi, che eravamo già imprigionati, pronti a essere deportati, a capire la crudeltà, la ferocia del progetto fino in fondo.”
Purtroppo in questa giornata ai affacceranno anche i testimoni del Macabro Osceno. Ad Azzano Decimo, provincia di Pordenone, si esibiranno tre band musicali delle quali diamo qualche rapido cenno – non occorrono molte parole per illustrare la loro visione del mondo.
I finlandesi Goatmoon

Inneggiano allo sterminio dei «subumani che vogliono controllare il mondo» e al «nuovo trionfante impero ariano». Tra i loro fans c’era Anders Breivik, il terrorista norvegese che provocò la morte di settantasette persone, a Oslo, nel 1979, autodefinitosi “il salvatore del cristianesimo” e “il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950”
I francesi Leibstandarte

Originari di Lione, prendono il loro nome dalla Leibstandarte-Ss Adolf Hitler, la più importante divisione delle SS. In uno degli ultimi loro brani celebrano la gioventù hitleriana.
L’Italia è rappresentata dai
Via Dolorosa

Da un’intervista col loro leader, pubblicata sul sito della band:
“Via Dolorosa è stata creata principalmente per due motivi: dar sfogo alla nostra rabbia, creando musica violenta e grezza come la tradizione (Black Metal, N.d.R.) del genere comanda, e propagandare i più puri ideali fascisti / nazionalsocialisti.”
“È innegabile che la violenza / voglia di sopraffare sia insita nell’animo umano, chi nega ciò è uno stolto! O per difesa o per fame o per conquista o per brama di ricchezze la guerra esisterà sempre… Parafrasando un noto personaggio, direi che la guerra è la sola igiene nel mondo… ed è proprio di una guerra di questo tipo che abbiamo estremo bisogno. Stiamo vivendo in un periodo di pace fasulla ma questa fase temporanea fortunatamente presto finirà…”