
L’articolo mediatico (e non solo) che circola di più sui media è l’emozione, quella delle Barbare d’Urso e delle sue consorelle, quella del concorrente di Masterchef, strapazzato ma comunque grato all’organizzazione che gli ha consentito di vivere una “grande emozione”; quella del sottosegretario che inaugura un campetto di calcio in un comune che non ha mai sentito nominare, anch’egli colmo di emozione al pensiero dei bambinetti che giocheranno su quel manto erboso; perfino quella del recensore al microfono che, non trovando altro da dire, parla delle emozioni racchiuse una raccolta di poesie loffie, che nessuno leggerà mai, ma che hanno vinto non si sa quale premio. E l’emozione si ahhaccia anche nel discorso di Céline, che la contrappone al “cuore”.
Céline È una troietta, sa?
Professore Chi?
Céline L’emozione. Fa la ritrosa, la sfuggente… basta avvicinarsi un poco e subito bisogna chiedere scusa… non si lascia mica prendere tanto facilmente, la puttanella!… anni e anni ci vogliono… Sì, è piuttosto rara, l’emozione… molto più del cuore… il cuore è quella roba che gli scrittori pataccari mettono nel «periodare»… nelle «frasi che filano»… Così come le regole… Tutta roba da culo… roba da «anime belle», le pare? “un affare di culo”…
