
Poltrondamore è il secondo atto unico che propone lo spettacolo. Siamo ancora in un salotto, nella cui penombra il commendator Candido beve i primi sorsi dal calice del suo fresco lutto; è tornato dal cimitero dopo aver seppellito l’amatissima moglie Teresa, e il panorama domestico gli appare trasfigurato, irreale. Lo struggimento di un passato sublimato dal sogno viene ad avvolgere il dolore presente come per attenuarne i morsi. Ma i tentacoli del passato possono essere sorprendenti e pericolosi.
