
“Paterni mobili” è il primo dei tre atti unici che compongono questa “trilogia del salotto”. Nell’immobilità di un tempo che sembra non passare mai, si sciolgono trame imprevedibili che fondono nel crogiolo del palcoscenico generi diversi, dalla commedia borghese alle incursioni in un Soprannaturale che spunta beffardamente dalle pieghe del quotidiano, dalle spire della trama si affacciano esseri fantastici che ricordano, in un registro basso, gli animali antropomorfi dei quadri di Savinio.
