FELLINI RADIOSHOW. Teatro Astra 1-8 novembre. La rottura dell’acquario

le due attrici

Durante le registrazioni radiofoniche, capitava che il regista si intrattenesse col tecnico per qualche problema tecnico. In quei momenti di pausa, alzando la testa, si potevano vedere gli attori che confabulavano fra loro a microfoni spenti, così che lo studio di registrazione veniva chiamato confidenzialmente “L’acquario”. Erano pause sonnolente, durante le quali gli attori si scambiavano confidenze, soprattutto riguardanti le fatturemle scritture e i rimborsi – ed è un vero peccato che nessuno abbia registrato quel chiacchiericcio, perché qualche sociologo dello spettacolo avrebbe potuto lavorare con profitto sul un materiale così spontaneo.
Ma durante la registrazione i pesci si rianimavano, e non solo perché riacquistavano la parola, ma soprattutto, direi, perché intorno alla parola si costruiva una gestualità tanto pittoresca quanto vana. La parola richiamava inevitabilmente il gesto, ed era un fiorire di inchini, di occhi sgranati, di sorrisi sardonici che nessuno avrebbe mai visto: un teatro a tutto tondo, ma fruito nella sua pienezza da soli sei spettatori (il regista, il tecnico e l’assistente musicale). La teatralizzazione della radio non si limitava alla mimica: talvolta, qualche attore particolarmente ispirato, improvvisava accessori e costumi di scena: chi indossava occhiali inesistenti, chi cappelli, chi turbanti, chi, addirittura, un naso finto – e se la trasmissione si svolgeva durante il carnevale le teatralizzazioni dei più temperamentosi superavano l’immaginabile.
Qualcosa del genere può accadere anche durante il Fellini Radioshow. L’acquario si è rotto e le luci si sono accese sul buio della radio.

testata coupone fellini 21

 

 

 

Lascia un commento