
https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/24184-leader-mondiali-rifugiati-abdalla-al-omari
“All’inizio ho dipinto così per rabbia, sono un siriano scosso da tutto quello che sta succedendo al mio popolo. Poi ho voluto immaginare come sarebbero apparse queste grandi personalità, se fossero stati dei rifugiati”.
Così linearmente si esprime Al Omari sulla sua opera, e viene da pensare che la rabbia può essere un felice punto di partenza, soprattutto quando viene sublimata nel gesto pittorico di una discorsività semplice, quasi quotidiana. E la rabbia, mi pare, se era stata l’impulso iniziale, nel risultato finale non c’è più, ha lasciato il posto allo sgomento – non privo d’ironia, quella concediamola all’artista – che nasce dal capovolgimento di ruoli fra vittime e carnefici.