
Nel dormiveglia della notte elettorale, l’alieno è arrivato. Per la verità, era da qualche tempo che soggiornava sul nostro pianeta sotto forma di baccello, come nel famoso film di fantascienza del 1956 L’invasione degli ultracorpi. I baccelloni provenienti da un altro mondo giungevano in qualche modo sulla Terra, poi, dopo un periodo di incubazione, prendevano sembianze umane. Così è stato per Trump; la trasformazione, piuttosto frettolosa per via della scadenza elettorale, non è ancora del tutto compiuta, come dimostra il ciuffo, ancora baccellare, ma per il grande pubblico può andare bene, soprattutto se il grande pubblico vuole qualcosa di diverso e di forte a tutti i costi. L’alieno evocato da Hawking non è stato stuzzicato, si è presentato lui alla porta. Ha bussato energicamente con la mazza del suo spaventoso Ego, e visto che nessuno apriva ha sfondato direttamente la porta fra il plauso generale (o quanto meno di una sembra solida maggioranza). Ora è difficile dire se si limiterà a cambiare l’arredamento e a fare delle pulizie di routine oppure se opterà per una disinfestazione radicale incominciando dai messicani e dagli immigrati così come aveva promesso in campagna elettorale, ma se scatterà l’operazione battericida, anche molti degli stessi elettori di Trump dovranno incominciare a temere: siamo tutti batteri. In questo, ahimè, fratelli.
P.S. Il sito che regola le richieste di emigrazione in Canada è appena andato in tilt per eccesso di richieste.