Il video della domenica. LA ARGERICH RUBATA

 https://www.youtube.com/watch?v=oxuelaJMPO4  

Ho conosciuto attori impegnati in ruoli complessi (il conte Hans Karl Bühl de L’uomo difficile, di Von Hoffmanstahl, per dirne uno) che, rintanati in camerino, guardavano la partita fino a un attimo prima di entrare in scena e altri che ricorrevano compulsivamente al Johnnie Walker; ho colto un famoso esecutore nell’atto di riscaldare il flauto flirtando con una giovane amica pochi istanti prima di iniziare un concerto: sono lampi istruttivi perché ribaltano la retorica della performance artistica proponendo un’antisterica nella quale trova posto una casistica inesauribile che sollecita le nostre più basse tendenze all’aneddoto e al pettegolezzo. Che cosa succede nell’attimo che precede la grande interpretazione, anzi che cosa vorremmo accadesse? Un’amica attrice, che aveva partecipato a un film girato in Italia da Billy Wilder, mi raccontava che Jack Lemmon colmava le lunghe attese fra un ciak e l’altro in compagnia di un fiasco dell’amato Chianti, seduto per terra, appoggiato al muro, ma che si riscuoteva dal torpore alcolico con uno scatto ginnico al momento del “si gira”. Ci seduce questo modello di interprete scaraventato in scena da un Demone, o non preferiamo, invece, l’attore/monaco che consuma l’attesa nella penombra del camerino masticando mantra ed erbe dai fantasmatici poteri?
Non sapremmo in quale categoria inserire la superba Martha Argerich, così come la conosciamo in questo brevissimo video che ruba i pochi spiccioli di tempo precedenti l’esibizione. L’audio è molto approssimativo ma le poche immagini sono eloquenti, ci raccontano la tensione, i brevi gesti quasi inconsulti e anche qualche piccolo tic affiorante dal profondo che ci avvicina al mostro sacro per alcuni secondi.

 

Lascia un commento