Il video della domenica. De Sica, LADRI DI BICICLETTE (1948). La mozzarella dei poveri

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https://www.youtube.com/watch?v=Myo2vOIGvLQ

Roma, secondo dopoguerra. Antonio Ricci, un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare deve però possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di Pietà per cui la moglie Maria è costretta a dare in pegno le lenzuola per riscattarla. Proprio il primo giorno di lavoro, però, mentre tenta di incollare un manifesto cinematografico, la bicicletta gli viene rubata. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente.

La ricerca della bicicletta rubata è al tempo stesso odissea e romanzo picaresco di un padre e un figlio, due straordinari attori “presi dalla strada” (Lamberto Maggiorani e il piccolo Enzo Staiola). Sopravviene lo scoramento, la disperazione. Per superarla, Antonio propone al figlio la piccola follia di una pizza. La sequenza, una delle più famose, racconta molto: del rapporto padre/figlio, dell’appartenenza a una classe e di quelle barriere socio-culturali che si manifestano nell’etichetta, carattere distintivo del censo (“Ppe’ magnà come quelli lì, poco poco, bisognerebbe guadagnà un milione al mese!”). (Lo stipendio di Antonio, se riuscirà a recuperare la bicicletta, sarà di 24.000).

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