After Shakespeare” nel mare delle Sirene. Circolo dei lettori 23/24 aprile

image“La grande sala è ispirata a quello dedicato alla dea Diana nella Reggia di Venaria Reale. Splendidi fregi e due maestosi bassorilievi ovali raccontano il mito di Demetra, il parquet scuro fa da contraltare all’altissimo soffitto, da cui pende il fastoso lampadario fatto ad arte dai maestri vetrai di Burano nel 1720…” La voce della guida immaginaria dissolve lentamente dipanando il suo racconto (parla come un testo scritto, o viceversa è un testo che ha la voce impostata di una guida). Io e il tecnico Mauro Panizza rimaniamo nel salone. A tutti e due piace guardare un teatro, il suo vuoto che deve essere rimodellato in spazio scenico. Nella Sala prove Astra, dove abbiamo appena terminato le repliche degli spettacoli “After Shakespeare”, ho trascorso un certo numero di ore (molte) guardando quello spazio che conoscevo a memoria mentre Mauro montava le luci – me ne rendo conto: l’immagine evoca con evidenza plastica la suddivisione del lavoro: il regista seduto con le mani in mano mentre il tecnico si arrampica su e giù per le scale. Il tecnico opera e il regista guarda il vuoto, nel quale cerca di proiettare i fantasmi degli attori e delle scene. In realtà, il suo è un guardare apparente, sa bene che quella virtualità non serve a nulla e che il suo stare seduto lì nella platea deserta è un’attesa. Ma qui nel salone il vuoto non c’è, o meglio è già occupato da una folla di fantasmi: Maria Clotilde di Savoia balla col fidanzato Gerolamo Bonaparte (1859), i torinesi festeggiano la cacciata del francesi (1706), da Toscanini che suona il violoncello (1905). Tra meno di una settimana, questi fantasmi dovranno convivere con i nostri attori, con i loro costumi (illusioni di vestiti, pure apparenze non paragonabili alle lane drappeggiate, ai taffetà, alle sete dei fantasmi del circolo); per non parlare degli elementi scenici con loro odore di legno, per non dire di legnaccio, così contrastante con le boiseries del salone. Il Teatro Astra dista dal Circolo dei lettori qualche chilometro, ma il nostro sarà un viaggio in un mare altro, popolato di Sirene algide (le più pericolose, quelle che seducono con il loro aristocratico distacco).

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