https://www.youtube.com/watch?v=8OpJLvlJJ-U
Le etichette sono comode, di pronto uso, dove le applichi stanno, ma come certi cotonacci dopo un po’ si restringono e si stingono rivelando la loro pochezza. Per Antonio Ligabue, l’etichetta di naïf, troppo usata, risulta limitante e anche un po’ arrogante, come certi gesti infastiditi della mano: “Massì, sappiamo, quel mattocchio della Bassa non privo di un certo talento visionario”. Questo bel corto di Raffaele Andreassi entra nell’intimità del genio e ne accompagna le metamorfosi identitarie, da uomo/uccello a uomo/donna, a homo/eroticus in giacca e cravatta (straordinaria trasformazione, quest’ultima, nella quale Eros diventa un tenero bimbo che spasima per un bacino)