JULES SUPERVIELLE, PROFEZIA

6732571_sett-ott-nov-2012-001Franco Nonnis, Uccello in gabbia


Un giorno la Terra sarà soltanto
uno spazio cieco che gira,
confondendo il giorno e la notte.
Sotto il cielo immenso delle Ande
non ci saranno più montagne,
neppure un piccolo burrone.

Di tutte le case del mondo
resisterà soltanto un balcone
e dell’umano mappamondo
solo una tristezza senza fondo.

Del defunto Oceano Atlantico
solo un piccolo gusto salato nell’aria,
un pesce magico e volante
tutto del mare ignorante.

Da un coupé del millenovecentocinque
(le quattro ruote e niente strada!)
tre ragazze dell’epoca
rimaste allo stato di vapore
guarderanno attraverso la portiera
pensando che Parigi lontana non è
e sentiranno soltanto l’odore
del cielo che vi prende alla gola.

Dove c’era la foresta
si alzerà un canto di uccello
che nessuno saprà individuare,
né preferire, neppure udire,
eccetto Dio che, lui sì, l’ascolterà
dicendo: “È un cardellino”.

Jules Supervielle, Profezia, “Poesia francese del ‘900″, Bompiani
Traduzione Vincenzo Accame

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