Nella comunità io vorrei che ogni cosa fosse fatta al contrario di ciò che si fa ordinariamente. Non ammetterei alcuna specie di traffico, alcuna autorità di magistrato. L’istruzione vi dovrebbe essere sconosciuta; non ci dovrebbero essere né ricchezza né povertà, né impieghi servili, non contratti, non successioni, non divisioni, non confini di terre, non coltivazioni, non vigne; nessun uso di metalli di grano, di vino, di olio; nessuna occupazione: tutti gli uomini in ozio, tutti; ed anche le donne, a innocenti e pure; nessuna sovranità… La natura dovrebbe produrre tutte le cose in comune senza sudore e senza pena; non ci avrebbero a essere tradimenti, non fellonia, non spade, non pugnali, non cannoni e nessun bisogno di alcun altro arnese da guerra. La natura dovrebbe generare da se stessa ogni abbondanza per nutrire il mio innocente popolo.
William Shakespeare, La Tempesta, Atto I, Scena II, Gonzalo
Rizzoli, A cura di Mario Praz
