In questo 1973 si parla molto delle Br e dei loro sequestri, di Mario Capanna e delle manifestazioni studentesche a Milano, ma ciò che divide davvero l’Italia è un esercito di manifesti pubblicitari che invade le città provocando turbamenti simili a quelli che la smisurata Anita Ekberg di “Boccaccio 70” causava nella psiche del timoratissimo Antonio Mazzuolo (Peppino De Filippo). Blasfemia o modernità? Chi invoca la scomunica, chi inneggia al vento del nuovo, così malizioso e potente da scoperchiare una certa porzione (circa il 20%, direi) dei sederi femminili. Per non dire dello slogan che innesca le fantasie di quelli che venivano chiamati, con patetico eufemismo, pappagalli stradali.
Nonostante oggi possa apparire una povera cosa, il dibattito intorno a questa immagine divampò. Se ne occupò anche Pierpaolo Pasolini, addirittura. Potete leggere il suo articolo sul Corriere della sera.
http://www.lintellettualedissidente.it/rassegna-stampa/analisi-linguistica-di-uno-slogan-pier-paolo-pasolini/

