Diario dall’isola di Robinson, pagina 10. Ingannare l’attesa

imageA questo punto delle prove (mancano quattro giorni al debutto), si può dire che i giochi siano fatti. Ci si dice, con gli attori e con i tecnici, che lo spettacolo diventerà più fluido, prova dopo prova, che si può ancora ritoccare, levigare, che si possono e si devono stringere i tempi… Si dice così ma questo organismo impalpabile e reale è già formato; indosserà un vestitino più o meno fresco di bucato, più o meno stirato, ma avrà una fisionomia ben precisa e questa espressione con la quale ti guarda oggi dal palcoscenico; è come un libro in bozza, puoi ancora correggere qualche parola ma non puoi riscrivere un capitolo, anzi nemmeno un paragrafo. E proprio come alla vigilia dell’andata in stampa di un libro, si viene assaliti dal pensiero proibito di fermare la macchina e di iniziare un lavoro impossibile lavoro di riscrittura. Non potendo realizzare questo desiderio (che è palesemente di fuga), durante le prove ci si sofferma su una battuta marginale, su un passaggio musicale che tutto sommato funziona bene… Nell’ingannare l’attesa per accorciare il tempo si diventa fantasiosi.

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