
Accoppiata imprevista, e invece. Niente a che vedere con i felini zuccherosi che oggi spopolano sul web invadendo anche le pagine facebook dei politici meno carezzevoli.
Scopriamo un lato imprevisto di un autore molto serio: un libro recente e curioso ci racconta che l’André Malraux politicamente impegnato che combatte in Spagna a fianco dei repubblicani e poco dopo si unisce alla Resistenza francese, si schiera con de Gaulle, diventa Ministro della Cultura e lo rimane per tutto un decennio, quello stesso Malraux nei momenti di quiete impugna una matita e si mette a disegnare animali di ogni sorta. Pochi tratti accennati, spesso una didascalia, ed ecco che prendono forma felini dai connotati buffi e dai nomi ancora più balzani (il gatto melomane, l’Omero dei gatti, il diavolo dei gatti…) ma anche demoni dall’aria ben poco temibile, volpi che hanno preso la scossa, serpenti dalla faccia perplessa, scoiattoli-pipistrello, maschere, elmi, fantasmi…
Schizzi veloci su foglietti sparsi che l’autore lascia in giro per casa, regala ai famigliari, semplicemente dimentica. Ma anche scarabocchi in luoghi meno ortodossi: succede allora che sul frontespizio di una copia di La condition humaine, che nel 1933 vince il prestigiosissimo Premio Goncourt e ad oggi è un caposaldo della letteratura engagée, campeggino belli sorridenti un ragno e un polletto.
Roberta Sapino
Marie-Josèphe Guers, L’univers farfelu d’André Malraux, Éditions du Chène