Diario dall’isola di Robinson, pagina 3. IL MITO IN FIGURINA

diario completo di marchirobinson_crusoe

 

 

 

 

 

Le figurine, quelle che si comprano ancora oggi dal giornalaio, sono piccoli strumenti comunicativi che producono un circuito comunicativo mitico. Erano mitici i calciatori delle famose figurine Panini, per i quali quel cartoncino colorato rappresentava una sorta di biglietto d’ingresso in un’eternità a tempo determinato. Robinson Crusoe, nella conoscenza dei più, è un mito letterario che vive separato dal libro che lo ha generato. In pratica, dell’infelice naufrago si ricorda soltanto la vecchia iconografia: il suo cappello e il suo ombrello da sole fatti di pelo (ma doveva avere un caldo terribile!), il suo sodalizio con Venerdì e poco altro. Anzi, niente altro, direi, anche senza aver fatto un’indagine sociologica a riguardo. Un mito senza corpo è un’ottima occasione per una riscrittura, e non ce la siamo fatta scappare. Lo spettacolo parte da un prequel, si direbbe oggi: il malandato De Foe, bisognoso di denaro più del solito, affronta di petto il libraio editore Taylor con la proposta di un romanzo del quale fornisce solo il soggetto: se il plot piace, lo scrittore procederà alla stesura velocemente – dopo un adeguato anticipo, s’intende. E qui sorgono le difficoltà: all’editore Taylor il soggetto non dispiace, pur con qualche riserva, ma non sarà un po’ noioso questo naufrago tutto solo in un’isola senza molte attrattive? Insomma, bisogna andare a vederci dentro, a questo romanzo non ancora scritto. Bisogna, purtroppo, improvvisare. De Foe si è premunito, ha girato un filmino alla buona, in bianco e nero, che dovrebbe rendere l’idea. Ma un film può rendere conto di quella che sarà la scrittura di un romanzo che non esiste ancora? Incomincia l’avventura fra le spire di una narrazione che s’imbatte in molti incidenti. Il resto ve lo racconteremo nelle prossime puntate (non integralmente, s’intende). 

prenotazioni blog


(segue)

Lascia un commento