E a pranzo e a cena, una zaffata di fogna

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Une delle regole che governavano la vita quotidiana delle oneste famiglie di un tempo era: A pranzo e a cena non si guarda la tv. Sembrava che il precetto mirasse solamente a salvaguardare l’integrità del desco, la condivisione, il dialogo fra le generazioni: nel tempo, esso si rivela più che mai attuale e salvifico, soprattutto se, come capita da alcuni giorni, esattamente all’ora di pranzo e di cena (13.30 e 20.30) si viene aggrediti, mentre si sta per affrontare la pastasciutta o la zuppa, da uno spot mefitico. La scena rappresenta, un studio arredato con mobili lignei, solidi, illuminate da luci calde. Seduto in poltrona, una sorta di amico di famiglia, in giacca e panciotto tricottato all’anglosassone. Il personaggio, suo malgrado, non è del tutto limpido: i capelli grigiastri, lunghetti e accuratamente trasandati, i baffi troppo lunghi che coprono il labbro superiore e che non si può fare a meno di immaginare fluttuanti nel bicchiere mentre l’uomo beve un sorso di vino, parlano di un tipo che potrebbe tentar di esorcizzare la vecchiaia ricorrendo a pratiche anche inquietanti. Il signore in poltrona impersona uno psicologo, lo si dovrebbe desumere dal fatto che parlando si accarezza le labbra con una stanghetta degli occhiali. Le prime battute ci immettono nel cuore del problema, si tratta di una crisi matrimoniale per la quale il terapeuta ha già pronta la diagnosi: non si tratta di affiatamento ma di fiato, sì, di  zaffate disgustose che emanano dalle bocche-cloaca dei due coniugi. Lo psicologo si trasforma in nutrizionista: è colpa della cattiva alimentazione, con la dieta giusta, l’armonia tornerà a regnare fra marito e moglie. Colpo di scena con uno stacco sulla coppia in crisi: sono un cane e un gatto. Il cane uggiola, in preda allo scoramento. Stacco. Il terapeuta, improvvisamente simile a Mefistofele (provate a soffermarvi sul fotogramma), impugna due sacchetti di alimenti che, ristabilendo un’alimentazione corretta, depureranno anche l’alito mefitico dei due coniugi animali.
Venendo a noi umani che sconsideratamente ignoriamo le regole dei genitori e consumiamo il nostro monopiatto solitario davanti al televisore, queste disgustose fiatate che il dottor Satanello evoca, rovinano anche quei pochi bocconi che avevamo messo in preventivo: giusta punizione per chi ha dimenticato le regole dell’epoca prototelevisiva, ma forse la pena è sproporzionata all’infrazione.

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