Per non parlare solo di satira, l’Invettiva. GABER, IO SE FOSSI DIO.

GABER

https://www.youtube.com/watch?v=S3Fn7C7awqw

Tanti anni fa – anzi, meglio essere precisi, la data conta: era il 1980 – mi trovai ad essere coautore di un Famoso Giornalista per una trasmissione di rai 2 della quale curai anche la regia. La trasmissione prevedeva un’interminabile galleria di personaggi della vita politica, artistica, imprenditoriale ecc. italiana: da Agnelli a Mastroianni, Andreotti, Fellini, Missoni, Scalfari, Pajetta, e tanti altri. Parve opportuno, al F.G e a me, inserire in questa galleria variegata anche Giorgio Gaber. Ci ricevette, un dopocena, a casa sua, per una chiacchierata preliminare; avrebbe partecipato di buon grado alla trasmissione ma, si capì subito, la cosa che maggiormente gli interessava era parlare della composizione, Io se fossi Dio, che aveva appena terminato in quei giorni. Parlarne e farne ascoltare, magari, un breve estratto, visto che durava circa un quarto d’ora. Un Gaber inedito era un’occasione ghiotta, pensò il F.G., forse il titolo era un po’ forte… ma senza dubbio l’ironia di Gaber l’avrebbe stemperato… Quando di lì a poco passammo all’ascolto, fu chiaro che il registro era tutt’altro che ironico: Gaber aveva impugnato la spada dell’invettiva e la maneggiava con furia. Percepii il primo scricchiolio del F.G ai versi “Io se fossi Dio,/maledirei davvero i giornalisti e specialmente… tutti. / Che certamente non son brave persone”. Dopo qualche minuto, quando sembrava che il mio coautore si stesse riprendendo, arrivò la mazzata decisiva: Io se fossi Dio, /quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, /c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire /che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana /è il responsabile maggiore di trent’anni di cancrena italiana.” Il brano non era ancora terminato ma le palpebre del F.G. si abbassarono, come una serranda che si stava chiudendo per sempre, o forse come una ghigliottina. Aldo Moro, sequestrato e ucciso solo due anni prima dalle BR, era troppo. A quei tempi non era in uso l’espressione “politicamente scorretto” ma anche se fosse esistita sarebbe stata inappropriata, quella era una vera e propria blasfemia.
Inutile dire che
“Io se fossi Dio” non arrivò in trasmissione, anzi non fu mai trasmesso dalla rai.
Si parla molto, anzi troppo, da qualche tempo, della satira, dei suoi limiti, degli autori che dovrebbero regolamentarsi (o no? e dov’è il limite?)… Il discorso si è fatto stucchevole, mentre invece se ne potrebbe aprire un altro, più nuovo, sull’invettiva che è un genere non meno nobile e antico: forse perché nessuno la pratica, così come non viene praticata la maledizione che, pur non potendosi definire un genere letterario, ha origini altissime (addirittura bibliche). Ce ne occuperemo presto.

2 pensieri riguardo “Per non parlare solo di satira, l’Invettiva. GABER, IO SE FOSSI DIO.”

  1. Video come digestivo? perché no
    Ore 13:30 prendo coraggio, libero la mente e metto le cuffie
    Ore 13:31 alzo il volume, spaccare i timpani ogni tanto è bello
    Ore 13:32 “Una bestemmia vale più di mille libri di teologia” scriveva Jacques Prévert
    Ore 13:33 arriva il primo pugno nello stomaco, Dio è leggermente offeso, penso
    Ore 13:34 arriva il secondo cazzotto ma questa volta è sotto la cintura, Dio sta esagerando, no
    Ore 13:34:30 “Il bello della Musica è che quando ti colpisce non provi dolore” cantava Bob Marley
    Ore 13:35 scappa il primo cazzo, forte, davvero forte, infatti i colleghi mi guardano impauriti, forse
    Ore 13:36 la mente non è più libera anzi confusa, felicemente schiava dell’artista, direi
    Ore 13:37 bello essere Gaber, brutto essere Dio
    Ore 13:38 bello essere Dio, brutto essere umani e leggere la Bibbia al contrario
    Ore 13:39 hey bello abbassa il volume per favore, dobbiamo lavorare!
    Ore 13:43 volume abbassato e riparto da dove sono stato interrotto 13:49
    Ore 13:44 merda, ho perso la forza della poesia
    Ore 13:45 bello essere Gaber, brutto avere dei colleghi come F.G., conigli disegnati male
    Ore 13:46 ronzio nella testa oppure una pioggia di applausi, bravo Giorgio, grazie Alberto.

    Ore 14:00 Io se fossi Dio guarderei il mondo con gli occhi di un bambino, innocente, amerei il prossimo come fossi una prostituta, libero, vivrei come un monaco tibetano, calmo, cancellerei la parola uomo, donna, casa, patria, politica, democrazia e tutte quelle premesse delle parole che creano confusioni, sposerei la più vergine del reame e farei tanti figli tutti uguali; o stupidi o intelligenti, smetterei di fare patti col Diavolo come il Faust di Goethe. Io se fossi Dio non farei niente di cui pentirmi ma purtroppo o per fortuna sono nato disgraziato. Va bene così.

    m.

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