Un angelo politicamente scorretto. SLAVOMIR MROZEK, COLPI E COLPE

Little_Nemo_alone3

Gli angeli incrociano spesso il nostro vivere quotidiano: assumono le sembianze di anonimi passanti che ci dissuadono dall’entrare in un ristorante dove di lì a qualche minuto si scatenerà una feroce sparatoria; manipolano sensi unici per farci approdare, con un giro vizioso e inverosimile, sotto la casa della vecchia e fedele fidanzata anziché all’appuntamento con quella mangiatrice d’uomini che ci aveva perdere la ragione; tirano per la giacca l’aspirante suicida un attimo prima che si getti sotto il métro… Così almeno si racconta. Chi non ha mai ascoltato da qualche amico ancora emozionato un episodio di vita vissuta con un angelo come protagonista? (E forse a nostra volta abbiamo talvolta arricchito la letteratura angelistica con qualche racconto).
Slavomir Mrozek, drammaturgo e scrittore polacco, si diverte a tirare un sasso nella piccionaia angelica e a umanizzare per qualche istante una di queste celestiali creature alle prese con un bambino insopportabile.

Una silenziosa cameretta color lillà, un bambino che si sta addormentando tranquillamente nel suo letto senza aver detto prima le preghierine, e accanto a lui — offeso, rosso dalla vergogna, col visto nascosto tra le mani — il suo angelo cu­stode avvilito…
Per intere giornate il bambino non aveva fatto che sguazzare tra un male e l’altro. Rubacchiava la marmellata, stava gobbo, era sempre distratto e correva senza fermarsi mai.
L’angelo inutilmente aveva provato ad avvolgerlo nella brezza supplichevole delle sue candide ali, a sussurrargli dei consi­gli per un’esistenza pura e onesta… ma il piccolo sventurato, tra una corsa e un galoppo, tra un ginocchio sbucciato e un vestitino rovinato, precipitava inevitabilmente negli abissi del male. E niente riusciva a fermarlo.
Ora, eccolo lì, l’angelo custode, distrutto e impotente. Aveva esaurito tutti i mezzi accessibili agli angeli custodi: bontà, de­licatezza, dolce persuasione, placidità, pazienza… Senza al­cun risultato.
Ed eccolo qua, il bambino, imperturbabile nelle sue man­canze, nella sua superbia, sordo alla voce del bene, stava per addormentarsi beatamente senza aver detto le preghierine.
Improvvisamente l’angelo si sentì invaso da un’ondata di adorazione per la Legge. Il piccolo cuore del servitore leale della Causa, per amore di Essa, cominciò a battere più forte. Trasgredire la Legge per amor suo! Ecco l’immensità del sa­crificio!
Così l’angelo tolse le mani dal viso ormai sereno, si avvicinò silenziosamente al bimbo e gli schioccò un bello scappellotto. Il bambino saltò su spaventato. Recitò velocemente le preghie­rine e borbottando qualcosa d’incomprensibile si rimise a dormire.
L’angelo, eccitato e deliziato, guardò a lungo il buio della notte.

 Slavomir Mrozek, Colpi e colpe, Millelire, Traduzione D. Manera

Lascia un commento