L’uomo che non aveva il diritto di sognare. R.K. NARAYAN, LO SPOSO DASI

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Brutto, sgraziato, dileggiato, derelitto, zimbello del quartiere, un Quasimodo senza alcun afflato romantico commette il più imperdonabile dei reati: anela, sia pure confusamente alla felicità ignorando, come tutti i candidi integrali, che non ne ha il diritto. Un breve racconto dello scrittore indiano  R.K. Narayan costruito con un rigore essenziale e qualche traccia di mélo.

Si chiamava Dasi. In tutto il quartiere non c’era nessuno come lui: un tipo goffo, sgraziato e con gli occhi sporgenti. Gorgogliava e balbettava come un neonato. La sua età era un mistero, poteva avere dai 20 ai 50 anni. Quando usciva, era seguito da gruppi di sfaccendati che gli gridavano: “Ehi, amico, ti sei scelta la sposa? La stagione dei matrimoni sta per finire, devi affrettarti!
“Sì, sì,” rispondeva Dasi, “Vado appunto dal prete. Mi ha promesso appunto di fissarlo per oggi.”
“E dov’è la tua sposa?”
Dasi faceva un gesto vago: “È là… a Madras…”
Quando la sera tornava a casa e gli chiedevano dove fosse stato, lui rispondeva solo: “Le mie nozze”, e non gli si cavava altri di bocca. Un giorno in città giunse Bamini Baj, una stella del cinema, e qualcuno disse a Dasi: “È arrivata tua moglie. Abita lì, in quella villa, non sei ancora andato a trovarla? Esce ogni giorno alle cinque. La vedrai, se vai in Trunk Road e aspetti.”
Il pomeriggio seguente Dasi era in Trunk Road. Aspettò pazientemente, fino a quando non la vide rientrare in casa. Lui esitò un attimo e la seguì; quando se la vide di fronte così bella, quel poco di loquacità di cui era capace lo abbandonò. I suoi occhi ardevano d’amore, le sue labbra si sforzavano di sorridere. Riuscì a mormorare solo qualche parola:
“Sposa… sposa, sei la mia sposa…”
“ Che cosa dici?”
“Sei la mia sposa…”
Lei arretrò inorridita e lo colpì in faccia. Poi incominciò a strillare così forte che tutti i vicini e i passanti si precipitarono dentro. Dasi fu portato alla più vicina stazione di polizia.
Tornato a casa, Dasi si sdraiò sulla stuoia. Il suo corpo aveva ricevuto molti colpi da ogni sorta di gente ma li ricordava appena: la sua anima si rivoltava al ricordo dello schiaffo che aveva ricevuto sul viso. Quella sera rifiutò di mangiare.

 R.K. Narayan Lo sposo Dasi, “Racconti dall’india”, Mondadori, Traduzione. L. Zazo

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