Maestra del racconto breve , Grace Paley, che abbiamo già pubblicato sul blog, narra in ventidue righe una vita, il suo senso, la casualità del suo dipanarsi, le sue potenzialità inespresse, l’assur che la governa.
Vicente disse: Volevo fare il dottore. Con tutto il cuore, volevo fare il dottore.
Imparai ogni osso, ogni organo del corpo. A che serve? come funziona?
La scuola mi disse: Vicente, fa l’ingegnere. Sarebbe una buona cosa. Capisci la matematica.
Io dissi alla scuola: voglio fare il dottore. So già come si collegano gli organi. Quando qualcosa non va, so capire come vanno fatte le riparazioni.
La scuola disse: Vicente, davvero puoi essere un ingegnere eccellente. Tutti questi test mostrano che buon ingegnere potresti essere. Non mostrano che puoi essere un buon dottore.
Dissi: Oh, io desidero ardentemente fare il dottore. Quasi piangevo. Avevo diciassette anni. Dissi: però forse avete ragione voi. Voi siete l’insegnante. Voi siete il preside. So di essere giovane.
La scuola disse: E inoltre, stai per andare sotto le armi.
E allora divenni cuoco. Preparavo da mangiare per duemila uomini.
Ora vedete. Ho un buon lavoro. Ho tre bambini. Questa è mia moglie, Consuela. Sapevate che le ho salvato la vita?
Lei stava male. Il dottore disse: Che c’è? Si sente stanca? Ha avuto troppo da fare? Quanti bambini ha? Stanotte riposi, domani faremo gli esami.
Il mattino dopo telefonai al dottore. Dissi: bisogna operarla immediatamente. Ho guardato nel libro. Vedo dov’è il suo dolore. Capisco dov’è la pressione, cosa la provoca. Vedo chiaramente qual è l’organo che sta creando problemi.
Il dottore fece le analisi. Disse: Va operata immediatamente. Disse: Vicente, tu come lo sapevi?
Grace Paley, Più tardi nel pomeriggio, La Tartaruga, Traduzione Laura Noulian
