http://ubumexico.centro.org.mx/text/copeland/Copeland-Mathieu-ed_Mental-Map-for-an-Exhibition.pdf
In piena eccitazione digitale (meglio astenersi da fb in questi giorni), incominciamo l’anno con un vintage piuttosto hard, tornando alla fotocopia (peraltro anch’essa in digitale, è la nostra contraddizione quotidiana). Siamo nel 1977 e Mathieu Copeland organizza una mostra a Losanna. Fin qui, niente di strano, anche se gli artisti sono in quantità esorbitante e molto eterogenei: Max Ernst, Antonin Artaud, Salvador Dalì, Yoko Ono, Henri Michaux, Tadeusz Kantor, Loulou Picasso, Leonora Carrington, Wallace Berman, Hans Hartung… tanto per citarne solo alcuni. La cosa più interessante è il processo a cui Copeland sottopone le opere che ha esposto: anziché riprodurle nel solito catalogo patinato (che spesso assomiglia un mausoleo) ne fa delle fotocopie – ma mica tanto belle, lo vedrete voi stessi, alla buona, come se le avesse affidate al tabaccaio sotto casa perché ne tirasse qualcuna quando aveva tempo, fra un pacchetto e l’altro di sigarette. E con questo, la sacralità dell’arte è servita. E qui principia il lavoro di Copeland, che prende questo mare di fotocopie e inclincia ad abbinare gli artisti creando, ecco, la sua mappa mentale, la sua opera di autore che non sa tenere un pennello in mano ma che sa lavorare sulle sue associazioni mentali. Conviene incominciare l’anno nuovo senza fare gli schizzinosi, quindi non arricciate il naso all’idea della fotocopia, fate scorrere questo pdf e incominciate un viaggio durante il quale incrocerete street art e incisioni, cartellonistica e graffiti, proclami e puntesecche. Quanto alle immagini, concedetevi il piacere dell’approssimazione creativa.
