https://www.youtube.com/watch?v=nFWB2RqbxX8
La ragazza scende le scale sconnesse che conducono al sotterraneo. Indossa una camicina bianca in perfetto equilibrio fra il sexy e la prima comunione. E’ freddo e buio. Cosa le è saltato in mente di scendere dal lettone? Ha sentito un rumore nel cuore della notte. E con questo? Sarebbe una ragione di più per starsene chiusa in camera, anzi per barricarsi dentro trascinando il cassettone contro la porta. Invece lei va… “Ma non sa”, si chiede l’ingenuo spettatore che si nasconde dentro ciascuno di noi, “non sa che quando avrà disceso anche l’ultimo gradino una mostruosa manona la ghermirà?” Certo che lo sa. Non se lo dice, ma lo sa perfettamente. Sa che quello è il suo destino di vittima e lo accetta, lo favorisce. Qui, volendo uscire dalla metafora del film horror, incomincerebbe un discorso interessante ma non sarò io a farlo, semmai qualche lettrice. Nei quindici minuti di questo horror collage si avvicendano numerosi stereotipi femminili, dalla vittima alla vampira: ai nostri amici di blog il compito decifrarli. I cinefili potranno mettersi alla prova individuando i titoli delle pellicole originali. Tutti, credo, dovranno ammettere il fascino indiscutibile del bianco e nero.
