Nilla Pizzi, una creatura dell’immaginario felliniano

Negli anni Cinquanta era la “Regina della Canzone”. La sua origine di proletaria emiliana, la sua voce calda e il fisico generoso contribuirono a trasformarla in un mito pop del dopoguerra. I suoi fan organizzavano torpedoni per seguire i suoi concerti in tutta Italia e non esitavano a scontrarsi con i tifosi di altri incauti canzonettisti che aspiravano a quel trono, così come cinquant’anni prima avveniva fra verdiani e wagneriani. Il regime fascista aveva censurato la sua voce in quanto troppo sensuale (strana contraddizione col virilismo di Stato). “Amiamoci così” è uno dei suoi grandi successi che Fellini, durante la sua gavetta di autore radiofonico, si diverte a smontare con tecnica semplice ed efficace da avanspettacolo.

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