Per il giovane Federico la radio fu una sorta di zia dai fianchi larghi e dalle maniere semplici, dispensatrice di gratificanti merende con pane burro e marmellata; oppure, se si vuol essere’ più maliziosi, una nave scuola, una signora dalle miti pretese, che svezzò l’aspirante cineasta chiedendogli prestazioni modeste, alla sua portata ma che si sarebbero rivelate preziose per il suo apprendistato. Trasmissioncine semplici, avrebbe detto lui che amava i diminutivi e i vezzeggiativi, storielline, battutine… Insomma, una gavetta facile nella quale Federico avrebbe incominciato a buttar giù i primi abbozzi di quella che sarebbe stata la sua poetica ma senza rifletterci troppo. I suoi sketch radiofonici risentono di quel “Realismo magico” che Bontempelli aveva messo in circolo nella nostra letteratura e al tempo stesso di quella “poetica del circo” che avrà un ruolo importante nella cinematografia di Fellini autore a tutto tondo. Per chi ama i riferimenti biografici, vale la pena di ricordare che proprio in questo periodo radiofonico Fellini incontrò Giulietta Masina per la quale scrisse un ciclo di storielle che ebbero un certo successo anche se, ascoltate oggi, appaiono un po’ sdolcinate. Insomma, sono svariate le ragioni che ci inducono a invitarvi all’ascolto di “Nel regno delle canzonette”, pubblicato il 27 giugno in questo blog.
http://www.spreaker.com/user/7367339/fellini-nel-regno-delle-canzonette
P.S. Per i cultori della radiofonia d’epoca (e non), il viaggio nella canzone proposto in questo sketch fu un modello imitato innumerevoli volte nei decenni successivi.
Non ricordo più (e in effetti potrei anche andare a cercarmelo senza disturbarti, ma che gusto ci sarebbe?) se era Flaiano o Marchesi l’inventore della battuta “L’italiano crede che l’inferno sia un luogo pieno di donne nude”. Tu lo ricordi? L’hai sentita?
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