Siamo qui, con le immagini e con le parole del “Pipistrello” ancora da smaltire. Lo sapete, vero, che per qualche tempo (qualche settimana?) gli attori di una compagnia, ritrovandosi insieme, trasudano le battute dell’ultimo spettacolo? Per fare un esempio, se qualcuno, a cena, del tutto casualmente, pronuncia la parola “minestra”, è molto probabile che un collega gli faccia eco con una battuta del “Pipistrello” (il commendator Volandri):
Volandri Mia cara, quando anche lei avrà sulle spalle trent’anni di palcoscenico e di tournée si accorgerà che le commedie sono come le minestre delle pensioni: fidelini, anellini, stelline… sempre di pastina in brodo si tratta.
Siamo qui, dunque, con le vecchie parole da smaltire e quelle nuove di “Occhi di tonno” da masticare e da metabolizzare.
Sabato entreremo nella terra sconosciuta del nuovo copione.
Per ora, siamo qui.
