
Erano finiti fra i ricordi sommersi. Non è che ci stavano granché bene, cercavano tuttavia di tenersi su: «A quest’ora potevamo essere estinti del tutto.» Ma ci credevano fino a un certo punto; non osavano dirsi che forse finire nel nulla sarebbe stato meglio.
Pur essendo ricordi molto flebili, diventavano aggressivi quando, accanto al loro dipartimento sprofondato in un bianco e nero nebbioso, passava – senza salutare, perché non li vedeva nemmeno – qualche ricordo vivido, a colori, che poteva sembrare in carne e ossa. «Vedi?, lui che ha gli agganci giusti scorrazza avanti e indietro nel mondo di là. Capace che stanotte va a scopare», sibilavano.
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