
Quando la madre andava a informarsi sul suo rendimento scolastico, la maestra restava nel vago. Non si poteva dire che il bambino fosse stupido: trasognato, piuttosto: ecco, sì, troppo trasognato. Per la buona insegnante questi due dipartimenti erano limitrofi, così il soggetto sconfinava dall’uno all’altro come fanno i frontalieri.
Né la madre né la maestra potevano prevedere che da grande sarebbe diventato un poeta. Ma non di quelli che si studiano a scuola, e nemmeno di quelli che vanno in televisione: un poeta evanescente, appena percepibile, del quale si diceva,: «Era così vago… Peccato, poteva lasciare una sua piccola traccia» – come se fosse già morto
1 commento su “I racconti delle foto. Il soggetto”