
Albert era di statura media, direi, ma siccome non si poteva pensare a lui senza associarlo alla possente consorte, sembrava piccolo. Era esile, gracile e pareva più vecchio della sua età che era la stessa di Mrs Forrester. I capelli, molto corti, erano bianchi e radi, e bianchi erano pure i baffetti ispidi. Il viso, magro e rugoso, non aveva tratti rimarchevoli, e gli occhi azzurri, che forse un tempo erano stati belli, erano ormai stanchi e slavati. Era sempre ben vestito: pantaloni di tweed (sempre dello stesso modello), giacca nera e cravatta grigia con un piccolo fermacravatta di perla. Non imponeva mai la sua presenza, e quando, in piedi nel salotto di Mrs Forrester, accoglieva gli ospiti che li aveva invitato non lo si notava più dell’arredamento discreto e virilmente signorile. Era molto educato, e stringeva la mano agli ospiti con un sorriso affabile e cortese:
«Come stai? Sono contento di vederti» diceva agli amici di vecchia data.
«Tutto bene, spero».
Ma agli sconosciuti di un certo prestigio, e per di più alla prima visita, andava incontro sulla porta del salotto dicendo:
«Sono il marito di Mrs Forrester. Mi permetta di presentarle mia moglie».
William Somerset Maugham, L’impulso creativo,
“Una donna di mondo e altri racconti”, Adelphi, Traduzione Simona Sollai