
L’aveva incontrata per un caso davvero straordinario – uno fra le tante migliaia di alberi di quella foresta. Era stato subito attirato da una certa aura pensosa che non la lasciava nemmeno quando si lanciava spericolatamente in alto. «È tutto sotto controllo!», gridava di lassù; l’altalena le obbediva come se fosse stata una parte del suo corpo e le consentiva gli equilibrismi più arditi. In breve, quelle evoluzioni gli divennero indispensabili, non solo perché erano sempre varie e imprevedibili, ma anche perché si illudeva di esserne l’unico spettatore. Quando lei se ne accorse, si trasferì in un altro albero – irreperibile fra le tante migliaia di quella foresta.
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