Galleria. I due figlioli

Quanto lavoro, per farli, quei figlioli! Non i due atti riproduttivi, che erano stati il meno, anche perché se n’era occupata prevalentemente sua moglie. Pensava a tutto il lavoro successivo. Le scuole che non finivano mai – e ogni anno volevano essere nuovi libri, quasi sempre inutili. Le malattie, che i medici ingigantivano solo per gonfiare le parcelle; non perdevano occasione per insistere su quanto fossero gracilini, anemici e chissà cos’altro; sua moglie, naturalmente, abboccava e il farmacista rincarava la dose aggiungendo alle prescrizioni nuovi intrugli costosi. Stanco di tutti gli straordinari che gli toccava di fare, il padre tentava di riportare la moglie alla ragione: «Io da ragazzo non ho mai preso niente e sono venuto su bene, mi pare. Tu non te ne intendi di genetica, i ragazzi sono come me, tali e quali.» «Eh, magari…», sospirava la moglie.

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