Galleria. Certe sere

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Quando quella faccenda era incominciata, si poteva dire che era stata un successo: la televisione, i vicini, gli articoli su Cronaca Vera… Poi erano venute le discussioni.
– Cosa fai?

– Non lo vedi? Mi vesto.
– Vai anche stasera? Non è mica giovedì.
– Lo so, ma devo recuperare, la scorsa settimana non mi sono fatto vivo.
– Fammi capire, avete un contratto scritto? Ti pagano?
Qualche volta mia moglie mi sembra proprio ottusa, invece è solo ruvida.  E soprattutto orsa. Non riesce nemmeno a concepire una vita sociale coi vicini, figuriamoci con gente che viene da tanto lontano.
– A che ora esci?
– Passano a prendermi fra poco.
– E quando torni?
– Non lo so… non è come andare al cinema, due ore e via… Per loro, il tempo è un’entità molto relativa, forse non esiste nemmeno, non l’ho ancora capito.
– Vorrei tanto sapere cosa vi dite in tutto questo tempo che non esiste.
– Loro non parlano con le parole come fanno tutti. Comunichiamo. Ci scambiamo informazioni.
– Informazioni su cosa?
– Dipende… Sugli universi… sul futuro dell’umanità, cose del genere…
– Mah.

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