
La persona il cui sentire tende al malinconico non viene così definita perché, priva delle gioie della vita, si strugge in una oscura malinconia, ma perché le sue sensazioni, quando si dilatano oltre una certa misura, o imboccano una direzione errata, approdano a questa tristezza dell’anima più facilmente che ad altre condizioni di spirito. Il melanconico ha dominante il sentimento del sublime. Persino la bellezza, alla quale egli è altrettanto sensibile, non tende soltanto ad affascinarlo, ma, ispirandogli ammirazione, a commuoverlo. Il godimento del piacere è in lui più composto, non per questo meno intenso; ma ogni commozione suscitata dal sublime ha per lui maggiore attrattiva di tutti gli affascinanti allettamenti del bello.
Immanuel Kant, Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime
Rizzoli, Traduzione Laura Novati