Ogni immagine contiene infinite storie possibili. Abbiamo sottoposto a Paolo Brunati questa foto di autore anonimo, ed ecco il racconto che ne ha tratto.
Avevano dimenticato di toglierseli dai capelli. Quei nastri hanno ora la stessa innocenza, la stessa estraneità ingigantite di un oggetto personale dimenticato da un colpevole sul luogo del delitto.
I due nastri hanno dunque assistito! Assistito a quei nuovissimi giochi delle bambine nel letto, incominciati per scherzo e progressivamente diventati seri, sorprendentemente diventati feroci. Due nastri come quelli delle uova portate in dono per Pasqua da una cugina venuta da lontano. Ippolita le cede la sua stanza e va a dormire nel letto con la sorella.
Lei aveva quindici anni, la sorella sedici.
Soltanto ora, rindossate le camicine che s’erano sfilate, si accorgono con trasalimento che il Lepre era saltato nella luce della Luna dalla finestra aperta. Anche lui dunque aveva assistito!, dentro questo primo plenilunio di primavera, alla loro nuova celebrazione. Lui ed i nastri, bende innocentissime.
Come l’Asino e il Bove, il Lepre e la Luna. Accorsi a vegliare un altro Figlio, nato dalla Vergine corrotta dell’infanzia: il desiderio sessuale. A vegliarlo nel punto che ancora conserva l’incontrollabile innocenza dell’infanzia. L’uomo in un secondo momento, raggiunta l’età adulta, ne ha soggezione e lo teme e il Lepre sarà soltanto una figura che alcuni, si dice, credono di vedere nella Luna.
Paolo Brunati
